ARTE PERSONAGGI

Giovanni da Udine, l’allievo friulano di Raffaello

Giovanni Da Udine - litografia

Giovanni da Udine è stata una grande figura del Rinascimento italiano. Allievo di Giorgione prima e Raffaello poi, è stato pittore, decoratore ed architetto. Nonostante fosse al centro della vita artistica e culturale di Roma nella prima metà del Cinquecento, la storia dell’arte non gli riconosce la fama che probabilmente meriterebbe.

Allievo di Giorgione e Raffaello

Giovanni da Udine (Giovanni Nani o Nanni, conosciuto anche come Giovanni de’ Ricamatori) nacque ad Udine il 27 ottobre del 1487. A quindici anni cominciò la sua formazione presso la bottega di Giovanni Martini, uno dei massimi esponenti del primo Rinascimento friuliano. Qui rimase per quattro anni e mezzo, per poi trasferirsi a Venezia per apprendere gli insegnamenti di Giorgione. Nel 1514, il climax dei suoi maestri raggiunse l’apice. Giovanni, infatti, si stabilì presso la bottega di Raffaello a Roma e diventò uno dei suoi allievi più capaci. Giorgio Vasari, autore de Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori, e architettori, conobbe personalmente il friuliano e gli riconobbe un talento smisurato nella raffigurazione di nature morte. Il suo atteggiamento descrittivo quasi scientifico, infatti, è molto precoce e anticipa, con le dovute proporzioni il naturalismo di Caravaggio.

Giovanni di Udine - Particolare Dell'estasi Di Santa Cecilia Di Raffaello

Particolare dell’Estasi di Santa Cecilia di Raffaello con la natura morta di GIovanni da Udine. Fonte: INVY’Art Gallery

Stando al biografo aretino, proprio a Giovanni da Udine si dovrebbe la magnifica natura morta di strumenti musicali raffigurata nella parte bassa dell’Estasi di Santa Cecilia di Raffaello. L’artista di Udine, inoltre, fu anche un abile decoratore. Si specializzò, infatti, nelle decorazioni a grottesca, nata nel Quattrocento come emulazione dei piccoli dipinti parietali delle ricche abitazioni di età augustea. Grazie agli esempi ammirati nella Domus Aurea, infatti, Giovanni eseguì le mirabili grottesche delle Logge vaticane. Lavorò, inoltre anche alla villa Farnesina, dove realizzò delle decorazioni vegetali, un altro must della sua arte.

L’affermazione a Roma ed il ritorno ad Udine

Quando Raffaello morì, Giovanni da Udine era quindi già un artista affermato nella capitale. Il cardinale Giulio de’ Medici, infatti, lo assunse per decorare le stanze di Villa Madama. E proprio qui sorsero dei gravi dissapori riguardo alle decorazioni e alla suddivisione dei compiti tra il friulano e Giulio Romano, altro allievo di Raffaello. Per il suddetto cardinale, inoltre, lavorò anche a Palazzo Medici a Firenze dove, tra il 1521 e il 1522, realizzò degli stucchi dipinti e alcuni affreschi a monocromo, purtroppo andati perduti. Nella città toscana, inoltre, lavorò anche alla volta della Sagrestia Nuova a San Lorenzo nel 1532.

La Torre dell'Orologio di Udine fu progetta da Giovanni da Udine

La Torre dell’Orologio di Udine. Fonte: Udine Vicina

Già da cinque anni, dopo il Sacco di Roma del 1527, però, Giovanni era già tornato nella sua città natale. Qui si distinse anche come architetto. Disegnò infatti la Torre dell’Orologio a Piazza Libertà e lavorò ad alcune trasformazioni monumentali della città. Il suo ritorno ad Udine, ovviamente, ebbe una grande influenza sugli artisti locali. Introdusse, infatti, la tipica decorazione a stucco alla romana in Friuli. Negli anni della sua permanenza, inoltre, diresse anche i lavori di ricostruzione del castello di Udine, distrutto dal terremoto del 1511, realizzando una scala esterna che permetteva l’accesso al salone centrale dal cortile. Progettò, inoltre, anche la fontana  in piazza Matteotti a Udine e la Chiesa dei Battuti a Cividale.
Nel 1560 Giovanni, infine, fu chiamato di nuovo a Roma dal nuovo papa Pio IV. Ma proprio durante la decorazione dei Palazzi Vaticani, primo incarico ricevuto, il friulano venne a mancare. Della sua salma non si sa molto ma, secondo Vasari, venne seppellito nel Pantheon accanto al suo più grande maestro, Raffaello.

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.

Giovanni da Udine, l’allievo friulano di Raffaello ultima modifica: 2019-05-14T09:00:40+02:00 da Luigi Bove

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